Il Tenente Vittorio Vialli
Nasce a Cles (Trento) nel 1914. Nel 1937 si laurea a Pavia in scienze naturali e in seguito lavora come Conservatore al Museo Civico di Storia Naturale di Milano dove ritorna dopo la guerra e ne diventa vicedirettore. Nel 1961 vince la neocattedra di Geologia e Paleontologia dell'Università di Bologna dove coprirà la carica di direttore di Istituto (1970/80) e anche di direttore del Museo di Paleontologia Cappellini. La sua scomparsa avviene a Bologna nel febbraio 1983.
Nel 1941, richiamato alle armi, è inviato al fronte greco-albanese con il grado di tenente.
L'8 settembre 1943, si trova a Istmia per svolgere la funzione di geologo del canale di Corinto per conto della Marina Militare Italiana, qui viene catturato il giorno seguente dai tedeschi e deportato, dopo un penoso viaggio in carro bestiame durato 30 giorni, in vari campi di concentramento in Germania e in Polonia.
Appassionato di fotografia portava sempre con se la sua Zeiss Super Ikonta, che abitualmente usava per lavoro (era geologo, e in quel periodo era a Corinto a servizio della Marina Militare Italiano), e anche in questa occasione riesce fortunosamente a portarla con se.
Dovette consegnarla, perché troppo ingombrante, ad un soldato della Wermarcht che la restituì alla fine della guerra. Da allora in poi usò una piccola Laika datagli dal suo fedele compagno Pacassoni.
Smontata e rimontata, finì per due volte in un'autoclave, riuscì a farla sparire e riapparire con l'abilità di un prestigiatore.
Il tenente Vialli fotografa il momento della partenza da Corinto, il viaggio durato quasi 30 giorni, la vita quotidiana dei suoi compagni, la liberazione avvenuta il 16 aprile 1945 col primo arrivo di un mezzo corazzato inglese, sino al ritorno in patria a Merano nel mese di agosto.
Le sue fotografie, per troppi anni dimenticate, sono per noi un documento storico unico e indimenticabile che deve servire per le future generazioni a mantenere viva la memoria di un tragico capitolo della storia del nostro paese.
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