Le ragioni del nostro impegno
Con questa mostra fotografica la Cisl intende contribuire a far luce su un tragico capitolo della nostra storia attraverso una testimonianza visiva e per questo maggiormente incisiva e preziosa affinché le giovani generazioni ne facciano tesoro. Al pari di quello dei partigiani anche il sacrificio dei militari italiani internati ha un valore storico e non solo.
La loro sofferta e coraggiosa decisione, come mettono in evidenza i pochi testi che trattano di questa vicenda, contrastò in qualche misura i disegni di Hitler che non riuscì a spostare parte dei propri eserciti là dove il fronte si faceva più caldo anche per la mancata adesione dei soldati italiani.
Il loro contributo però venne riconosciuto solo tardivamente e in modo incompleto. Chi visse quella dura esperienza ancora oggi non ne parla volentieri anche se molti di loro ne subiscono ancora, per malattie invalidanti, gli effetti.
Da tempo la nostra organizzazione si è interessata a queste persone, poiché molti ex internati hanno chiesto assistenza al nostro Patronato INAS per ottenere, ai sensi delle leggi vigenti nei Paesi un tempo belligeranti e oggi saldi nei valori della democrazia, un gesto di giustizia riparatrice che certo non avrebbe restituito loro quella parte di vita e di dignità rimasta nei lager, ma che avrebbe oggi, forse, permesso loro, visto che la maggioranza è molto avanti negli anni, un proseguo migliore della loro vita.
Circa 100mila nostri connazionali presentarono domanda alla Repubblica federale tedesca per ottenere il risarcimento spettante ai deportati; ma solo a poche migliaia di loro (quelli perseguitati per motivi razziali e religiosi) la videro riconosciuta. Alla maggioranza questo diritto fu invece negato perché considerati prigionieri di guerra, non lavoratori coatti, come in realtà, e quindi non venne nei loro confronti applicata la Convenzione di Ginevra.
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